Vengono menzionati sempre più frequentemente in letteratura scientifica i così detti “fotoprotettori sistemici”. Con questa denominazione sono indicate sostanze a volte molto diverse, specie per quanto riguarda i meccanismi di azione, che spaziano dal farmacologico al puro effetto placebo. Si tratta generalmente di prodotti a base di vitamine, provitamine e di antiossidanti. Comunque vi è accordo generale sul fatto che i “fotoprotettori sistemici” non possono essere valutati con gli stessi parametri usati per valutare il fattore di protezione degli antisolari ovvero mediante la valutazione clinica dell’endpoint "eritema": determinazione della minima dose eritema (MED) su cute protetta e non protetta. Si rende infatti necessario l’impiego di metodiche più sensibili in grado di evidenziare anche minime modificazioni della soglia di eritema, ben lontane da quelle cifre multiplo della MED alle quali siamo abituati nel caso del FP degli antisolari.

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Giovanni Leone, Andrea Paro Vidolin
Studio Medico Dermatologico, Fototerapia Dermatologica, Centro per la cura della Vitiligine e per la diagnosi e cura delle Fotodermatosi, Roma

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