Ho voluto verificare personalmente l’efficacia di questo prodotto nel trattamento medico dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB). I farmaci utilizzati nell’IPB sono di tre categorie: Alfa-litici, Inibitori della 5alfa-reduttasi e Fitoterapici.

  • Gli alfa-litici sono i farmaci di prima scelta quali alfuzosina, doxazosina, terazosina e tamsulosin.Essi agiscono rilassando i muscoli del collo della vescica favorendo così il flusso urinario migliorandone i sintomi da ostruzione; non agiscono quindi sulle cause che hanno determinato l’IPB ma solo sui sintomi. La loro azione è rapida e perdura soltanto per il periodo di assunzione del farmaco e inoltre, cessata la terapia, l’effetto si annulla. Tra gli effetti collaterali, si evidenziano: la eiaculazione retrograda, molto fastidiosa e vissuta male da parecchi pazienti e la riduzione della pressione arteriosa.

  • Gli inibitori della 5alfa-reduttasi sono farmaci ad azione antiandrogena (dutasteride e finasteride) che hanno dimostrato di poter ridurre le dimensioni della prostata, diminuendo così l’ostruzione e la pressione esercitata sull’uretra. Hanno un’azione terapeutica più lenta, presentano però alcuni effetti collaterali alcune volte veramente invalidanti: riducono spesso la libido creando problemi di impotenza e di erezione, determinano una riduzione del numero di spermatozoi nell’eiaculazione ed in alcuni pazienti particolarmente sensibili determinano la ginecomastia. I farmaci antiandrogeni sono preferiti soprattutto in caso di prostata particolarmente ingrossata.

  • I Fitoterapici contrastano anch’essi l’ingrossamento della prostata con diversi meccanismi:

    • la Mangiferina, polifenolo (beta-glucosil-xantone), che con i sui 8 gruppi ossidrilici è una delle più potenti sostanze antiossidanti ed antinfiammatorie naturali, riduce i fattori che promuovono l’infiammazione. L’ipertrofia prostatica benigna è sempre associata ad uno stato di infiammazione cronica dovuto proprio allo stato della malattia.

    • La Serenoa Repens, contrasta l’ingrossamento della ghiandola grazie alla sua azione locale antiandrogenica . Tale azione si svolge a livello proprio della prostata e non a livello generale e per tale motivo non determina quegli effetti collaterali propri degli inibitori della 5 alfa-reduttasi, cioè la diminuzione della libido e problemi erettili.

    • Il Licopene, ha, come altri carotenoidi, un’attività di prevenzione dei tumori: diversi studi pubblicati attribuiscono al licopene la capacità di ridurre il rischio di cancro alla prostata nell’uomo.

Il Mangivis Prost contiene tre eccezionali principi attivi: la Mangiferina, La Serenoa e il Licopene la cui sinergia ne fa un prodotto unico nella terapia dell’IPB.

Ho condotto uno studio osservazionale, selezionando in base alla sintomatologia più o meno accentuata, due gruppi di pazienti per un totale di 32 soggetti.

Il primo gruppo (12 pazienti, con età compresa fra 48 e 65 anni) composto da quelli che avevano solo una sensazione di fastidio e non più di un episodio di nicturia per notte. A questi ho prescritto solo il Mangivis Prost, con posologia di 2 compresse al dì, una alla mattina ed una alla sera per un ciclo di sei mesi. La somministrazione ogni dodici ore determina una costante presenza di principi attivi nell’arco delle ventiquattro ore per cui il paziente è costantemente sotto copertura farmacologica

Il secondo gruppo (20 pazienti, con età fra i 55 e 70 anni) con sintomatologia clinica più evidente: aumento del numero delle minzioni e difficoltà ad iniziare le minzioni stesse, nicturia, stimolo urgente ad urinare e sensazione di incompleto svuotamento della vescica. In questo secondo gruppo oltre all’ecografia transrettale e all’esplorazione rettale, per verificare la consistenza e la durezza della ghiandola prostatica, ho richiesto anche l’uroflussometria e lo studio urodinamico pressione - flusso. L’esame clinico accurato è assolutamente necessario per la strategia terapeutica da attuare e soprattutto per valutare i pazienti destinati ad un eventuale ed immediato intervento chirurgico. A questo gruppo ho somministrato la combinazione alfa-litici più Mangivis Prost, con posologia di due compresse al dì.

Nel primo gruppo la prima valutazione (visita ed esplorazione rettale) è stata eseguita dopo tre mesi per verificare l’efficacia della cura e il suo eventuale proseguimento. Nel secondo gruppo, più complesso, la verifica è stata eseguita dopo tre mesi e dopo sei mesi, in questo caso oltre a verificare l’efficacia della cura ed il suo proseguimento bisognava valutare anche l’eventuale opzione chirurgica.

Tutti i pazienti del primo gruppo hanno riferito un miglioramento del problema ed hanno continuato la cura senza modifiche.

In due pazienti il miglioramento era stato modesto ed ho aggiunto allora il Vardenafil da 5 mg a giorni alterni. Il Vardenafil appartiene alla classe di medicinali inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 e viene utilizzato normalmente, a dosaggio diverso, per il trattamento della disfunzione erettile però si è visto che migliora anche i sintomi dell’IPB. Al successivo controllo hanno tutti confermato il miglioramento dei sintomi. Dei due pazienti ai quali avevo aggiunto il Vardenafil solo uno alla fine non ha tratto grossi benefici per cui è stata sospesa la cura ed ho consigliato al paziente di eseguire ulteriori indagini. Dopo questo primo ciclo di sei mesi la cura è proseguita a cicli di tre mesi ed è tuttora in corso. Da tener presente che, nei casi con scarsa sintomatologia, la cura per l’ipertrofia prostatica diventa una terapia cronica.

Del secondo gruppo, di venti persone, tutti hanno riferito la scomparsa quasi totale dei sintomi sin dall’inizio della terapia e il miglioramento delle condizioni della prostata è stato verificato attraverso l’esplorazione rettale per la consistenza e l’ecografia trans rettale per le reali dimensioni.

Ebbene nel 60% dei pazienti c’è stata un riduzione dal 20 al 30% delle dimensioni della ghiandola e questa diminuzione delle dimensioni è dovuta al Mangivis Prost e non agli alfa-litici che agiscono solo sui muscoli della vescica. Nell’altro 40%, pur non essendoci stata una riduzione delle dimensioni all’esplorazione rettale, nella maggior parte dei pazienti la prostata si presentava di consistenza più morbida e meno congesta.

Commento finale: il Mangivis Prost è un trattamento efficace per i sintomi e la cura dell’IPB, è efficace quanto la finasteride però è di gran lunga meglio tollerato e senza gli effetti collaterali che questa produce.

Da evidenziare che la mangiferina ed il licopene, oltre ad avere una azione antiossidante ed antinfiammatoria, hanno una documentata azione antitumorale sia come prevenzione che come cura. 

Roma, 30 aprile 2017

 

Dott. Giovanni Battista Speranza (CV)
Specialista in oncologia, patologia generale, urologia

 

Bibliografia:

 

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